Release day, fuori ora BolognaSound vol. 2 - GBM50 Edition

Fuori ora in formato digitale la compilation "BolognaSound vol. 2 - GBM50 Edition", realizzata in occasione dei festeggiamenti dei 50 anni di Musica Elettronica a Bologna.

Fuori ora la compilation "BolognaSound Vol. 2 - GBM50 Edition", dedicata al cinquantesimo anniversario della Scuola di Musica Elettronica a Bologna, disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico da metà novembre 2021.


La cura del disco è affidata a Francesco Giomi, compositore e regista del suono, direttore dello storico centro di ricerca, produzione e didattica musicale Tempo Reale a Firenze e professore di Composizione Musicale Elettroacustica al Conservatorio di Musica di Bologna:


"Il BolognaSound si riproduce e nel contempo riflette sulle sue origini, è questo uno dei temi chiave di questo disco, in grado di accogliere visioni diverse del linguaggio elettroacustico, accomunate però da un medesimo spirito di ricerca e libertà. Musicisti di generazioni diverse si incontrano e dialogano, esperienze soliste si alternano a progetti collettivi, opere dal vivo e acusmatiche: è questa la matrice plurale più sorprendente e straordinariamente creativa che ha trovato a Bologna la fabbrica ideale per il proprio sviluppo e che certamente continuerà, nel prossimo futuro, a produrre e stupire all’insegna dell’elettronica e di un modo sempre più aperto di intendere la musica" (Giomi, 2021)


​Con il disco fisico, disponibile da metà novembre 2021, sarà possibile scaricare gratuitamente la bonus track "GBM50 - Anteprima: QUATTRO CANTONI", improvvisazione collettiva per quattro gruppi strumentali, registrata il 28 giugno 2021 al Conservatorio di Musica di Bologna con i Musicisti della Scuola di Musica Elettronica e della Scuola di Jazz.


Il BolognaSound, non è un genere musicale, ma un modo comune d'intendere il pensiero musicale, sviluppato negli ultimi anni a Bologna:

«Bologna è oggi una città dalla grande vitalità musicale, soprattutto nel campo della ricerca sonora, della sperimentazione elettronica, e di tutte quelle espressioni che escono dai canoni convenzionali.


Il BolognaSound si è quindi sviluppato e diffuso attraverso questo fertile terreno della cultura cittadina, ma è stato sicuramente generato a partire dall’ambito accademico, inteso qui nella sua migliore accezione: un ruolo fondamentale negli ultimi quindici anni l’ha giocato infatti la Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio “G. B. Martini”, in grado di costruire un’idea di musica fatta di profondità, pratica, apertura e rete di relazioni.

BolognaSound non è però una corrente o un collettivo artistico, bensì un modo comune di intendere il pensiero musicale, pur nella singolare diversità di espressioni, qualità e approcci. Ammesso che sia possibile vincolarlo a una sorta di manifesto, esso è riassumibile in cinque punti:

  • attinge dalla migliore tradizione acusmatica anglo-francese (quella di Parmegiani, di Smalley, di Wishart, per intenderci) recependone la possibilità di controllo e costruzione morfologica del suono, così come le capacità evocative e di indagine sullo spazio;

  • incorpora germi più o meno estesi dalle espressioni techno e noise, riconoscendone il valore tanto in ambito culturale quanto in quello puramente sonologico;

  • riattualizza costantemente i propri tratti di energia, potenza e freschezza tanto nell’ambito del suono fissato su supporto che della musica dal vivo;

  • sintetizza dinamicamente il rapporto tra struttura formale e improvvisazione grazie a una consapevolezza storico-analitica e a una gestione del fare musica sempre priva di atteggiamenti superficiali;

  • guarda a un respiro internazionale confrontandosi con esperienze di punta della ricerca extra-italiana.

Per tutte queste caratteristiche si affianca ai molti fermenti di novità della musica elettronica che emergono da più parti in Europa, in Canada, in Asia e che, in questo momento di stagnazione del progresso linguistico e di affermazione statica di un mainstream, rappresentano un elemento di grande interesse e speranza per chi si occupa di ricerca musicale.» (Giomi, 2020)


Il disco è il secondo volume di una serie inaugurata lo scorso anno con il disco BolognaSound vol. 1.




Credits

A cura di Francesco Giomi

Prologo per una stagione all'inferno prodotto da VIncenzo Germano, testo di Artur Rimbaud, voce Luca Fattori, registrato a Bologna presso il Mahbat Studio, mix e master di Giuliano “Gius” Cobelli, Taak Studio, Barcellona;

Cope produzione, mix e master di Matteo Pastorello;

Otkaz produzione, mix e master di Simonluca Laitempergher;

Round #4.1 Suonato da Giacomo Bertocchi, Daniele Carcassi, Filippo Cassani, Giuseppe Franchellucci, Federico Pipia e Simone Faraci, mix di Federico Pipia, master di Marco Giampieretti, registrato a Bologna presso MicroBo Studio

tra produzione, mix di Giovanni Onorato, master di Matteo Pastorello;

Fisso produzione, mix di Biagio Cavallo, master di Matteo Pastorello;

Back to Silence (improvvisazione per due esecutori) Simone Faraci e Francesco Giomi, live electronics, registrazione e mix di Giovanni Magaglio e Leonardo Rubboli, registrato a settembre 2021 a Firenze presso Tempo Reale

Artwork Simone Memè

Realizzato nell'ambito "GBM50 - Cinquant'anni di Musica Elettronica a Bologna (1971-2021)"


In collaborazione con il Comune di Bologna, Bologna Città della musica UNESCO, Elettronica Collettiva Bologna~, Museo Internazionale e biblioteca della musica Bologna, Conservatorio di musica di Bologna. ​

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